24 aprile 2015

Dicono di noi

-Con pazienza stiamo raccogliendo e organizzando il materiale della nostra cantina accumulato nel tempo, e quello che dicono di noi in giro per il web…-

Giusto per raccontarvi un poco della nostra storia, a questo link potete vedere alcune recensioni della nostra cantina sulle pubblicazioni specializzate del settore vinicolo e a questa pagina la recensione del Pigato di Fausto su Civiltà del Bere fatta da Roger Sesto (febbraio 2016)

Qui alcuni riconoscimenti ricevuti da esperti del nostro settore e qui l’inizio della rassegna stampa

Scrive Laura Zini (Delegato Ais Reggio Emilia e Vicepresidente Ais Emilia) nel febbraio 2014: Spigau Crociata 2001, di nome e di fatto, la Crociata alla difesa di un territorio, quello di Albenga, nel tempo defraudato dei suoi valori, nella spasmodica produzione florvivaistica. Fausto De Andreis, mette in campo un ingegno leonardiano, nel ricercare, curare e riattivare l’essenza della terra. Il suo Spigau, ben felice di reggere il tempo, e di riproporsi nelle verticali più ardite, esce da questa concezione alta di intenti, che, all’epoca di partenza di questa azienda, appunto, fine anni 90, poteva sembrare Don Chisciottesca, ma che oggi, dimostra nei vini, una scommessa totalmente vinta.

Uve rigorose liguri, lavorate con la massima attenzione a preservarne le caratteristiche varietali e territoriali, da annoverare anche il rosso Macajolo, ottenuto dalla varietà Ormeasco, e il Vermentino della Riviera Ligure di Ponente. Il nostro Spigau si presenta oro liquido nel bicchiere, di assoluta vitalità e dinamismo, frutto di riflessi color camomilla a spiegarne dote e freschezza, all’olfatto il pepe bianco incontra la macchia mediterranea (timo, santoreggia) e le spezie orientali, con ondate minerali iodate e frutto sciropposo di pesca e melone giallo, il gusto sinfonico, reca lunghe scie gusto-olfattive, riscaldate da una calibratissima spina dorsale caldo-glicerica. Un nobilissimo figlio di terra ligure, ancora nel pieno del suo sviluppo, vino da tenere in una cornice aurea di ricordo. (link alla fonte)

Poi, una recensione della nostra Cantina, pubblicata sul sito QUESTIONE DI GUSTI nel 2014: Ripensando alla visita alla Cantina Rocche Del Gatto di Fausto De Andreis, ancora oggi ho la convinzione che sia stata una domenica memorabile, di quelle da ricordare davvero. Aldilà della quantità di bottiglie aperte – ne ho contate 28- che non sono proprio poche, l’intensità e la qualità dei percorsi didattico esperienziali che abbiamo fatto è di quelle che non si dimenticano

Recensione di Ilaria De Lillo su Il Giornale del Cibo:  Nella zona di Savona, a sperimentare combinazioni nuove sempre in ascolto del terreno c’è Fausto De Andreis con la sua Rocche del Gattocantina Rocche del Gatto. Il vino naturale di De Andreis è frutto non solo di tanta sperimentazione, ma anche felicissime intuizioni, come il Vermentino DOC del 2014, vino di carattere e senza paragoni per la varietà di profumi di erbe aromatiche e fiori di campo, sapore fresco e persistente, che Fausto ama definire “il solista”. Eccellente anche il Pigato DOC del 2010, etichettato dal suo maestro come “l’orchestra”. Vino secco, profumo ampio fruttato carichissimo di pesca e miele; sapido e di buon corpo, ideale da accompagnare a un trancio di focaccia ligure.

Recensione di Rosario Tiso*: …Ad un certo punto la serata ha riservato un’inaspettata coda enoica. Sembrava un semplice bicchiere della “staffa” ma è risultato una rivelazione: Spigàu Crociata 2007 di Fausto  De Andreis  de “Le Rocche del Gatto”. Siamo in Liguria, ad Albenga( SV )  e trattasi di Pigato. E che Pigato!!! Da queste uve  mai visto  scaturire un nettare dal colore giallo oro così vivo e intenso.  Al naso piante di macchia e le loro forti fragranze; terra umida, tumida, pregna di sostanze minerali. Note ossidate e castagne. Spezie. L’acidità lo sorregge egregiamente e stempera la possanza dell’estratto. Elegante e raffinato pur nella decisa progressione gustativa. Una grandissima scoperta; un vino da braccare immantinente. (link all’articolo) *Autore del libro Non tutti sono… “Bevitori randagi”

  sul sito Acquabuona: (11 set 2014) DiaFausto, l'anarchico del Pigatolettico, originale, inquieto, da sempre schierato “in direzione ostinata e contraria”: non saprei come altro “sintetizzare” Fausto De Andreis, uno dei pochissimi battitori liberi fra i vignaioli liguri. Una forte personalità, una generosità fuori del comune (evidente quando ti racconta le sue “creature” e la sua filosofia) e un talento artigianale stanno alla base di vini “obliqui” ed espressivi, che fanno discutere e -talvolta – innamorare. Da tempi non sospetti sostenitore della longevità dell’amatissimo Pigato, Fausto ne plasma alcune versioni molto apprezzate nel circuito degli eno-appassionati più esigenti e smaliziati. Certamente l’uso dei lieviti indigeni, l’assenza di filtrazioni e la macerazione sulle bucce ne caratterizzano la fisionomia, che nelle edizioni più risolte mostra una fibra e un temperamento a tutta prova, in grado di rivelarsi appieno alla distanza. La sua crociata per un vino quale sincera espressione del territorio, per come lui lo intende e lo intendeva, è suggellata nella etichetta-simbolo: lo Spigàu Crociata, un pigato già capace di prestazioni importanti. Sta infatti nel connubio di veracità e sottigliezza, schiettezza ed articolazione l’alchemica formula espressiva che permea i suoi vini e li rende stimolanti. Come se non bastasse, di recente il catalogo si è arricchito della selezione chiamata “vini liberi”, a puntualizzare ancor meglio la ribellione dalla schiavitù dei lieviti selezionati e dalle elaborazioni cantiniere super sorvegliate. Inutile dire che i suoi Pigato e i suoi Vermentino sono da ascolto attento, e vanno attesi sempre e comunque (o lasciandoli ossigenare ben bene dopo stappatura, o lasciandoli maturare in cantina per un po’). Come tutti i temperamenti ribelli però, questi vini artigianali a volte nascondono un commovente lato romantico. Altre volte ti fanno proprio incazzare. Ma che ci vuoi fare: sono i vini vivi, bellezza! (Link all’articolo)

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